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CAPITOLO I Era scesa la notte ad Ascalon. Le luci di tutte le case erano spente e la gente dormiva beatamente dopo la giornata di lavoro. Solo alcune fiaccole erano accese. Erano le insegne delle osterie, quelle poche ancora aperte. Il mercante stava bevendo un bicchiere di rosso “Oggi la gente vuole risparmiare e non apprezza più la buona qualità. L’importante è pagare poco. Maledetti!” , era il sesto calice. Il mercante alzò i tacchi da quel sudicio posto, uscì nel viale ciottolato e, con in spalla il sacco che conteneva la merce in vendita, di gran pregio, si avviò verso la sua dimora. Un cane scacciava le pulci con la zampa posteriore destra e guardava la luna che illuminava la cittadella, era il cane di quel giovane arrivato in città da poco “ dovrebbe curare di più questo suo sacco di pulci”, poi venne urtato da qualcuno che, frettoloso, reggeva a due mani un carico che pareva pesante, il cane se andò con lui inebriato dalla salsiccia che quel tale teneva nel taschino dei pantaloni ed il Mercante cadde a terra. “ Non tengo l’equilibrio bene come una volta, dopotutto sono vecchio: villano. Domani mi paghi da bere. ” gridò all’uomo che, evidentemente, conosceva. Adesso si trovava lungo il viottolo con il muschio nero, forse perché marcio, forse perché colorato. Aveva sempre chiamato così quella strada. Per tornare a casa doveva passare di fronte allo stemma in rame della Gilda degli Angeli dell'Apocalisse, questo lo sapeva: era ebbro ma non fesso. Con passi lenti e molto pesanti contava le sue fatiche maledicendo la giornata di duro lavoro. Prese la prima a sinistra e vide lo stemma, luccicava illuminato dalla luna ma la luna illuminava anche qualcos’altro al di la delle finestre della Gilda….: il forziere. Era aperto e vuoto “Possibile che lo abbiano lasciato così, incautamente, spalancato? Non è da loro.” No, non era da loro: tutti i componenti degli Angeli dell'Apocalisse…. erano attenti e leali tra loro l’unica possibilità era quella di un furto. “ Quel maledetto villano che fa cadere a terra i vecchi mercanti” disse e, posizionandosi meglio il carico sulle spalle, riprese la via di casa.
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